Paura, energia vitale

L’emozione di paura è un dono, che protegge la vita.

Si mette in moto a prescindere dalla mente e dalla volontà e ci avverte – fisicamente – che c’è un pericolo. Rischio di morte.

Quindi impone ai sensi prima (in particolare l’occhio, che cerca dove sta il pericolo, ma pure l’orecchio e l’olfatto) e alla volontà poi di porre attenzione a quel che succede.

Obbliga a farsi presenti al rischio possibile. A concentrarsi, molto rapidamente, per una scelta e di passare al comportamento corretto in protezione di sé e altri. Come capita in un terremoto. Il corpo, che vibra o sobbalza insieme alle pareti e al pavimento, attira subito l’attenzione. La mente ne prende atto e con la volontà si decide di scendere, il più presto possibile, in strada o porsi all’angolo o sotto qualcosa di rigido e protettivo.

            Nel caso della pandemia Covid-19 la paura, se ammessa e accolta con onestà, invita all’attenzione costante sull’uso degli strumenti (pulirsi le mani, porre la mascherina, tenere le distanze, stare meno possibile in ambienti chiusi, e così via), ad ascoltare le indicazioni date dall’autorità, ad ammettere subito l’infezione se è avvenuta.

Al contrario, chi se ne dichiara esente, superiore alla paura, fa bravate dimostrative per convincersi e dare immagine di forte (“a me non capita”) o mostrarsi del partito dei supereroi onniscienti e attrezzati (“sono tutte balle”) o in quello del fatalismo (“se deve capitare, capita”). Cose conosciute e sentite ogni giorno in giro.

            Molto semplicemente, essi negano la paura. Quindi negano la realtà. Persone che prendono una posizione superficiale, prive di atteggiamento responsabile verso di sé e gli altri.

Ciò inammissibile durante la pandemia. E se sui social gira di tutto e di più in tal senso, con spinte a strafare e sragionare, pure nelle testate blasonate figura spesso un pensiero autosufficiente sulla paura. Che è invece la prima e nobilissima emozione, messa in moto alla nascita in funzione della vita.

  Non solo, la paura fa da fondamento, corporeo e biologico, alla grande virtù cardine della prudenza. Ch’è il frutto più prezioso, etico e razionale, della paura.

Se è accettabile che gli adolescenti sfidino la vita, con comportamenti rischiosi e relazioni imprudenti, ciò non è ammissibile per le persone adulte e per professionisti seri. Ne va di mezzo la terra stessa, nel suo equilibrio biologico e materiale. Da qui è partito il virus. Ed esso, guarda caso, fin dall’inizio fu negato.

L’inquinamento pesante nasce dall’assenza di paura per le conseguenze, nessuna paura delle pene (sempre troppo blande in tal senso) e presunzione di farla franca, scaricando le conseguenze malavitose ad altri, innocenti. Spesso i più poveri e indifesi.

Il mancato ascolto delle emozioni e il pregiudizio sulla paura/emozione (non è viltà, codardia, panico, ecc.) che protegge la vita, causano tragedie incalcolabili, comprese guerre e bomba atomica. La riflessione sulla paura produce prudenza. Ora, nessuna realtà è più delicata e da rispettare quanto la vita. La prudenza consiglia a dare il meglio possibile a tutela della vita, come hanno dato e danno prova medici e infermieri alle prese con la pandemia da Covid-19. Con spirito di molta saggezza, dichiarano che ‘hanno avuto e hanno paura, accanto ai malati”. Il che li fa professionisti appassionati e davvero attenti al pericolo di morte. Molto più forti di chi nega la paura.

                                                                                                                      Gigetto

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