Progetto Uomo qui e ora – 08 Novembre
Viviamolo insieme.
“Qui insieme, come un uomo parte di un tutto,
con il suo contributo da offrire”.
Stress, stress, stress. Afflizione da stress.
Quando chiedo cos’è lo stress, nessuno me lo dice.
Perché “lo stress è lo stress”. Né più, né meno.
La giovane signora non ne può più. Una sua amica,
che mi conosce, le ha detto: vai a parlare con lui.
Viene. Lungo elenco di cose che la fanno soffrire,
spiegazioni varie, contatti con psicologi e medici…
Quindi chiede a me cosa può fare o posso dirle.
– Nulla, rispondo. Nulla posso sullo stress. Sento,
sento una cosa: che lei sta male. Posso chiederle
di fermare la mente che spiega cos’è da fare?
Non parli. Lei sta male. Punto! Forse molto male.
Qui e ora si concentri e ascolti quanto male sta.
La prego, stia in contatto con questa sofferenza, qui.
Metto il dito di traverso alle labbra, induco il silenzio.
Lei ci prova. Si agita un po’, però non parla. Brava!
Senza nessun invito, da sola comincia a respirare,
più profondamente. Lo fa senza accorgersi.
Il dolore, cui sta in contatto, la invita a questo.
Ogni tanto mi guarda. Con la mano, invito a continuare.
Dopo vari minuti, a un certo punto, con un sorriso, dice:
“Sa, mi è andato via il mal di testa e la tensione sul collo,
mi sento sciolta e più leggera. Come sarà successo?”
– Non lo so. So soltanto che stare sul sintomo/dolore,
ne ho fatto lunga esperienza, il sintomo passa.
Il sintomo non è malattia, ma fa prendere contatto con sé.
“Grazie, grazie. Ho sensazione che sono io farmi del male!”.
– Come crede, signora. Ascoltare, stare sul dolore fa bene.
Gigetto