

COMPOST PLASTIC FREE
Nuova procedura di produzione per un ammendante senza plastica
La Dolomiti Ambiente S.p.A. — Impianto di Santa Giustina, Loc. Maserot (BL) | Progetto Al.Pe.S — Fondazione Cariverona | Marzo 2026
1. Contesto e motivazione del progetto
La Dolomiti Ambiente S.p.A. gestisce nel Bellunese un impianto di trattamento integrato della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU), con un processo che include digestione anaerobica, biossidazione accelerata in biocelle e maturazione in capannone. L’impianto serve diversi Comuni del territorio bellunese, una zona ad alta vocazione turistica.
Il problema: i flussi conferiti dalle utenze turistiche presentano un tasso elevato di impurità — bottiglie, imballaggi, cialde del caffè, piante sintetiche, sacchetti plastici — che percorrono l’intero processo di trattamento e si ritrovano, in forma di frammenti, nel compost finito. Per gli agricoltori del Bio Distretto e per i produttori biologici, la presenza di plastica visibile nel compost rappresenta un ostacolo. Il problemanon è di natura normativa, ma legato alla filosofia è per principio. Un compost “sporco” non è compatibile con la filosofia di chi coltiva senza compromessi.
Nell’ambito del progetto Al.Pe.S, finanziato dalla Fondazione Cariverona e sviluppato con i partner del partenariato, La Dolomiti Ambiente ha avviato una “sperimentazione” per ridisegnare una parte del processo produttivo partendo da un principio semplice: eliminare la plastica a monte, intervenendo sulla composizione delle matrici in ingresso alle biocelle.
2. La nuova procedura: come si produce il Compost Plastic Free
2.1 Il problema delle frazioni verdi e la soluzione trovata
L’impianto ha registrato negli ultimi anni un incremento significativo del conferimento di verde e ramaglie. Alcune frazioni — erba, sfalci, fieno, ramaglie fini — non sono funzionali alla digestione anaerobica e vengono pertanto trattate direttamente in biocella.
Nel processo tradizionale, queste frazioni verdi vengono miscelate con FORSU convenzionale — dove inevitabilmente si trovano plastiche che nulla hanno a che fare con la FORSU — per ottenere la carica organica necessaria alla biossidazione.
Nella nuova procedura, la FORSU convenzionale viene sostituita da due sottoprodotti del processo anaerobico, entrambi privi di plastica per natura:
- → Ispessito (digestato solido):
- prodotto della digestione anaerobica, ricco di sostanza organica stabilizzata, completamente privo di plastiche (già separate nel pre-trattamento del digestore). Aggiunto in ragione di circa 200–300 kg ogni 1.000 kg di verde.
- → FORSU Liquida (“succo di frutta di FORSU”):
- frazione liquida ricca di nutrienti solubili derivante separazione liquido solido che avviene naturalmente in fase di scarico e di stoccaggio della FORSU in ingresso e che viene raccolta e convogliata in apposite vasche. Anch’esso privo di frammenti solidi. Aggiunto in percentuali precise per ciascuna cella.
2.2 La fase di miscelazione e biossidazione accelerata
La miscela — verde + ispessito + percolato — viene omogeneizzata mediante carro miscelatore per garantire una struttura porosa e uniforme, ottimale per la circolazione dell’aria nelle biocelle.
In biocella, la combinazione delle due frazioni organiche liquide e solide genera un elevato carico fermentescibile che consente di raggiungere e mantenere temperature superiori a 60°C per almeno 5 giorni consecutivi — requisito normativo per la sanificazione del prodotto (D.lgs. 75/2010). La temperatura e il consumo di ossigeno vengono monitorati continuamente tramite sonde dedicate.
Al termine della biossidazione accelerata, il materiale viene sottoposto alla misura dell’Indice di Respirazione Dinamico Potenziale (IRDP): la norma prevede un valore inferiore a 1.000 mg O₂/kg SV·h per uscire dalla biocella. I risultati ottenuti mostrano regolarmente valori abbondantemente inferiori — un’efficienza quasi doppia rispetto al minimo richiesto — a dimostrazione della qualità del controllo di processo.
Dopo la biocella, il materiale procede alla fase di maturazione in capannone con rivoltamenti successivi e vagliatura a 10 mm.
3. Analisi comparativa: Compost Standard vs Compost Plastic Free
I due rapporti di prova Eurofins Lab-Control (accreditato ACCREDIA) sotto riportati confrontano il Compost Standard (lotto 25D14, feb. 2026) con il Compost Plastic Free (lotto 25D13, gen. 2026). I limiti BIO si riferiscono all’Allegato 13 del D.Lgs. 75/2010 per l’ammendante compostato consentito in agricoltura biologica.
| Parametro | Compost Standard (lotto 25D14) | Compost Plastic Free (lotto 25D13) | Limite ACM (D.Lgs. 75/2010) | Limite BIO (All. 13 D.Lgs. 75/2010) | Esito PF vs Limite BIO |
| IMPURITÀ FISICHE | |||||
| Materiali plastici, vetro e metalli (ø ≥ 2 mm) | 0,3 % s.s. | < 0,1 % s.s. | ≤ 0,5 % s.s. | ≤ 0,5 % s.s. | ✔ CONFORME |
| Inerti litoidi (ø ≥ 5 mm) | < 1 % s.s. | < 1 % s.s. | ≤ 5 % s.s. | ≤ 5 % s.s. | ✔ Conforme |
| PARAMETRI CHIMICI BASE | |||||
| pH a 20°C | 7,6 | 8,5 | 6,0 – 8,8 | 6,0 – 8,8 | ✔ Conforme |
| Umidità | 41 % * | 53 % | ≥ 50 % | ≥ 50 % | ✔ Conforme |
| Carbonio organico (TOC) | 27 % s.s. | 36 % s.s. ↑ | ≥ 20 % s.s. | ≥ 20 % s.s. | ✔ Conforme |
| Azoto totale (N) | 1,8 % N s.s. | 2,2 % N s.s. ↑ | — | — | ↑ Superiore |
| Azoto organico (% su N tot) | 83 % | 100 % | ≥ 80 % | ≥ 80 % | ✔ Conforme |
| Azoto ammoniacale (N-NH4) | 0,3 % s.s. | < 0,20 % s.s. | — | — | ✔ Ottimo |
| Rapporto C/N | 15 | 16 | ≤ 25 | ≤ 25 | ✔ Conforme |
| Carbonio umico e fulvico | 11 % s.s. | 10 % s.s. | ≥ 7 % s.s. | ≥ 7 % s.s. | ✔ Conforme |
| Indice di germinazione diluizione (30%) | 68 % | 120 % ↑↑ | ≥ 60 % | ≥ 60 % | ✔ Eccellente |
| Salinità | 40 meq/100g | 43 meq/100g | — | — | — |
| METALLI PESANTI — confronto con limiti BIO (più restrittivi del limite ACM standard) | |||||
| Cadmio (Cd) | 0,68 mg/kg s.s. | 0,96 mg/kg s.s. | ≤ 1,5 mg/kg s.s. | ≤ 0,7 mg/kg s.s. | ⚠ Da ottimiz. |
| Rame (Cu) | 82 mg/kg s.s. ✗ | 60 mg/kg s.s. | ≤ 230 mg/kg s.s. | ≤ 70 mg/kg s.s. | ✔ CONFORME |
| Zinco (Zn) | 250 mg/kg s.s. ✗ | 140 mg/kg s.s. | ≤ 500 mg/kg s.s. | ≤ 200 mg/kg s.s. | ✔ CONFORME |
| Piombo (Pb) | 23 mg/kg s.s. | 22 mg/kg s.s. | ≤ 140 mg/kg s.s. | ≤ 45 mg/kg s.s. | ✔ Conforme |
| Nichel (Ni) | 22 mg/kg s.s. | 21 mg/kg s.s. | ≤ 100 mg/kg s.s. | ≤ 25 mg/kg s.s. | ✔ Conforme |
| Mercurio (Hg) | < 0,10 mg/kg s.s. | < 0,5 mg/kg s.s. | ≤ 1,5 mg/kg s.s. | ≤ 0,4 mg/kg s.s. | ✔ Conforme |
| Cromo esavalente (Cr VI) | < 0,5 mg/kg s.s. | < 0,5 mg/kg s.s. | ≤ 0,5 mg/kg s.s. | assente | ✔ Assente |
| PARAMETRI MICROBIOLOGICI (rilevati per Compost Plastic Free) | |||||
| Salmonella spp (5 campionature) | — | assente /25g | assenza /25g | assenza /25g | ✔ Conforme |
| Escherichia coli (5 campionature) | — | < 100 UFC/g | ≤ 1000 UFC/g | ≤ 1000 UFC/g | ✔ Conforme |
* Il Cadmio nel Compost Plastic Free (0,96 mg/kg s.s.) supera il limite bio di 0,7 mg/kg s.s. Su questo parametro è in corso un monitoraggio continuativo per ottimizzare la gestione delle matrici in ingresso. Il Compost Standard risulta invece conforme al limite bio per il Cadmio (0,68 mg/kg s.s.).
N.B.: Il Compost Standard presenta Rame (82 mg/kg, limite bio 70) e Zinco (250 mg/kg, limite bio 200) non conformi ai limiti per l’uso in agricoltura biologica. Nel Compost Plastic Free entrambi i valori rientrano ampiamente nel range bio.
4. Risultati chiave e prospettive
4.1 Risultati già acquisiti nella fase pilota
- Assenza totale di frammenti plastici visibili nel prodotto finito (< 0,1 % s.s., al di sotto del limite di rilevamento strumentale).
- Indice di germinazione 120% — doppio rispetto al minimo di legge (60%) e significativamente superiore al Compost Standard (68%).
- Carbonio organico al 36% s.s. contro il 27% del prodotto standard — compost più ricco e strutturato.
- Azoto totale 2,2% vs 1,8%: migliore fertilità nel prodotto plastic free.
- Metalli pesanti principali (Cu, Zn, Pb, Ni) tutti conformi ai limiti per l’uso in agricoltura biologica.
- Parametri microbiologici (Salmonella assente, E. coli < 100 UFC/g) pienamente conformi.
- IRDP stabilmente sotto 500 mg O₂/kg SV·h: biossidazione di qualità ampiamente entro la norma.
4.2 Prossimi passi verso la certificazione biologica
Il percorso verso la certificazione come Ammendante Compostato consentito in Agricoltura Biologica (All. 13 D.Lgs. 75/2010) è avviato. Il Compost Plastic Free prodotto nella fase pilota soddisfa quasi integralmente i requisiti richiesti. L’unico parametro ancora fuori limite è il Cadmio (0,96 vs limite 0,70 mg/kg s.s.), la cui ottimizzazione è in corso attraverso un monitoraggio sistematico delle matrici in ingresso e un progressivo affinamento della ricetta di miscelazione.
L’obiettivo è rendere disponibile sul territorio bellunese un compost di origine locale, plastic free, certificabile bio — un prodotto che chiude il ciclo della materia organica all’interno dello stesso territorio che lo genera, e che può diventare uno strumento concreto per sostenere la transizione agroecologica del Bio Distretto.
5. Soggetti coinvolti
- Fondazione Progetto Uomo col Progetto Al.Pe.S — con il sostegno di Fondazione Cariverona
- COSOMI Cooperativa sociale Mani Intrecciate
- La Dolomiti Ambiente S.p.A. — gestore dell’impianto e promotore della sperimentazione
AGRIMONT 2026 – LONGARONE FIERE

Dagli scarti organici un nuovo compost per l’agricoltura bellunese: i risultati del progetto Al.Pe.S Ambiente con il contributo di Fondazione Cariverona
Ad Agrimont la presentazione della sperimentazione che valorizza i rifiuti umidi locali e sostiene la fertilità dei suoli in provincia di Belluno
Trasformare residui organici e biomasse locali in una risorsa per l’agricoltura anche biologica. È questo l’obiettivo del progetto Al.Pe.S Ambiente, i cui risultati saranno presentati venerdì 20 marzo 2026 ad Agrimont, presso Longarone Fiere (Padiglione C – Sala incontri), nel corso dell’evento “Progetto Al.Pe.S Ambiente. Un nuovo compost per l’agricoltura bellunese” dedicato al tema della gestione sostenibile delle risorse organiche in ambito montano.
L’incontro si svolgerà dalle 14:30 alle 16:30 e sarà aperto da una conferenza stampa alle ore 14:30, seguita dalla presentazione del progetto “Al.Pe.S Ambiente: un nuovo compost per l’agricoltura bellunese”. L’appuntamento rappresenta un momento di confronto tra gli enti partner del progetto _ Fondazione Progetto Uomo, La Dolomiti Ambiente, Ceis Belluno, Integra Cooperativa Sociale, istituzioni, operatori del settore e agricoltori interessati a pratiche agricole sempre più sostenibili.
Il progetto Al.Pe.S Ambiente nasce grazie al contributo di Fondazione Cariverona per promuovere modelli di economia circolare nelle aree alpine, valorizzando biomasse organiche provenienti dal territorio e trasformandole, attraverso processi di compostaggio industriale, in un compost adatto anche all’agricoltura biologica. L’iniziativa ha coinvolto i partner impegnati nella ricerca, nella sperimentazione e nella diffusione di soluzioni innovative per la gestione sostenibile delle risorse.
Nel corso delle attività di progetto sono stati sperimentati processi finalizzati alla produzione di un compost di qualità, capace di migliorare le caratteristiche agronomiche del suolo. Le prove condotte hanno evidenziato risultati positivi in termini di aumento della sostanza organica nei suoli, miglioramento della struttura del terreno e supporto alla fertilità naturale, elementi fondamentali per lo sviluppo dell’agricoltura biologica.
Uno degli aspetti più rilevanti del progetto riguarda la valorizzazione delle risorse locali: materiali organici che spesso rappresentano uno scarto possono infatti diventare una risorsa utile per l’agricoltura, contribuendo a chiudere il ciclo delle biomasse e a ridurre l’impatto ambientale della loro gestione.
«Il progetto dimostra come sia possibile trasformare residui organici in un fertilizzante di qualità utile per l’agricoltura, creando allo stesso tempo valore per il territorio», spiega la responsabile del progetto Fiorella Vettoretto. «L’utilizzo di compost di qualità permette di migliorare la fertilità del suolo e sostenere lo sviluppo di pratiche agricole più sostenibili. In territori di montagna come la provincia di Belluno la gestione efficiente delle biomasse e il recupero della sostanza organica rappresentano elementi strategici sia dal punto di vista ambientale sia per il futuro dell’agricoltura locale. Inoltre in questo momento in cui il prezzo dei fertilizzanti è aumentato vertiginosamente il compost prodotto localmente può rappresentare una risorsa. L’export dei fertilizzanti infatti è paralizzato dalla strozzatura di Hormuz, lo stretto di accesso o uscita dal Golfo divenuto in pochi giorni pericoloso e dunque costosissimo da varcare. ».
I risultati del progetto evidenziano come il compost industriale possa rappresentare uno strumento concreto per rafforzare la sostenibilità delle produzioni agricole, ridurre gli scarti organici e promuovere un modello di economia circolare capace di generare benefici ambientali, agronomici ed economici per il territorio.
L’evento ad Agrimont sarà quindi l’occasione per condividere i risultati della sperimentazione, discutere le prospettive future e favorire il dialogo tra ricerca, istituzioni e mondo agricolo.
Programma
14:30 – 15:00 | Conferenza stampa
15:00 – 16:30 | Progetto Al.Pe.S Ambiente: un nuovo compost per l’agricoltura bellunese
Luogo: Agrimont – Longarone Fiere, Padiglione C – Sala incontri
Ecco le foto degli incontri con il pubblico





Fertilità del suolo, il compost al centro della formazione per i cittadini orticoltori e gli associati di Coldiretti
Fondazione Progetto Uomo ha completato il ciclo di eventi formativi rivolti ai cittadini orticoltori e agli associati di Coldiretti Belluno: tema centrale il miglioramento della fertilità del suolo attraverso l’utilizzo del compost. Docente dr. Luca Conte.
Gli eventi hanno posto l’attenzione su un dato significativo: rispetto al secolo scorso, oggi è necessaria molta più energia per lavorare i terreni agricoli. Le cause sono note agli operatori del settore: suoli più aridi, più impoveriti di sostanza organica e più secchi. Una condizione che incide non solo sulla produttività, ma anche sulla sostenibilità economica delle aziende agricole.
Secondo quanto emerso durante gli eventi per cittadini e agricoltori, ogni anno il terreno perde mediamente circa il 2% di humus, la componente organica fondamentale per garantire struttura, capacità di trattenere acqua e nutrienti, e vitalità biologica. Un processo graduale ma costante che, se non contrastato, porta a una progressiva perdita di fertilità. Da qui la necessità non solo di reintegrare l’humus perso, ma di creare nel tempo una riserva stabile nel suolo.
Tra i diversi metodi di fertilizzazione analizzati, particolare attenzione è stata dedicata al compost. Dal confronto tecnico è emerso che, a parità di efficacia nel migliorare la sostanza organica, è sufficiente circa la metà della quantità di compost rispetto al letame tradizionalmente utilizzato . Il letame, infatti, contiene un’elevata percentuale di acqua e una quota inferiore di sostanza organica stabile.
È stato inoltre evidenziato come lo stallatico, oltre a non risultare conveniente dal punto di vista economico, non contribuisca in modo significativo alla formazione di una riserva duratura di humus nel terreno.
Un’opportunità concreta per le aziende agricole del territorio e per i cittadini arriva dal progetto Al.Pe.S Ambiente di Fondazione Progetto Uomo, che mette a disposizione compost prodotto localmente da La Dolomiti Ambiente presso l’impianto di Santa Giustina. Un materiale che, oltre a garantire qualità e tracciabilità, è disponibile gratuitamente.
Gli eventi di Al.Pe.S Ambiente hanno quindi rappresentato non solo un momento di aggiornamento tecnico, ma anche un’occasione per riflettere su un cambio di paradigma: rigenerare il suolo non è più un’opzione, ma una necessità per assicurare competitività, resilienza ai cambiamenti climatici e tutela del territorio bellunese.
Investire nella sostanza organica significa investire nel futuro dell’agricoltura di montagna.
Calendario 2026: incontri con i cittadini e gli agricoltori professionali
Docente dott. Luca Conte agro-ecologo
| Eventi pubblici per i cittadini: SUOLO VIVO: MIGLIORARE LA FERTILITA’ DELL’ORTO CON IL COMPOST | ||
| data | luogo | In collaborazione con |
| 30 gennaio 2026 orario 17:30-19:30 | Santa Giustina Biblioteca Sala 8 Piano terra via Cal de Formiga 31 | Comune di Santa Giustina |
| 13 febbraio 2026 orario 17:30-19:30 | Biblioteca di Seren del Grappa – via Guglielmo Marconi n. 19 | Comune di Seren del Grappa |
| 20 febbraio 2026 orario 17:30-19:30 | Cooperativa Caleipo Castion Belluno via Caleipo 75 | Cooperativa di Caleipo |
| 27 febbraio 2026 orario 17:30-19:30 | Sospirolo Sala AUSER via degli Emigranti 61 | Comune di Sospirolo |
| 5 marzo 2026 | Limana Sala Nocivelli via Ruggero Fiabane, 3 | Comune di Limana |
| Giornata di formazione per agricoltori professionali su: SUOLO VIVO: MIGLIORARE LA FERTILITA’ DELL’ORTO CON IL COMPOST | ||
| 26 febbraio 2026 Orario 14:30-18:30 | Coldiretti | Coldiretti Belluno |
Ecco le slide proposte dal dr. Luca Conte negli incontri con i cittadini
COMPOST PER TE!
Il video del progetto
Ecco il video su Al.Pe.S Ambiente – Alleanza per la Sostenibilità dell’Ambiente in onda con l’emittente Telebelluno. Il Video è stato realizzato con il contributo di Fondazione Cariverona
Il progetto Al.Pe.S. Ambiente ha partecipato al Bando Sinergie 2023 con una partnership cross settoriale formata da: Fondazione Progetto Uomo, La Dolomiti Ambiente, la CO.SO.MI Cooperativa Sociale Mani Intrecciate, il CEIS di Belluno, la Provincia di Belluno.
La Fondazione Cariverona ha selezionato il progetto tra 63 candidature.
Il progetto è stato valutato positivamente per la sua innovatività, scalabilità e sostenibilità nel tempo. Al.Pe.S. Ambiente (Alleanza Per la Sostenibilità dell’Ambiente) si colloca nel settore dell’economia circolare e realizzerà 3 azioni pilota:
- miglioramento del suolo agricolo,
- produzione di compost bio per l’agricoltura, il florovivaismo, l’orticoltura e il giardinaggio,
- creazione di posti di lavoro per persone svantaggiate nel settore ambientale.
Il progetto è il frutto del lavoro di co-progettazione di 4 realtà del profit e del non profit del territorio bellunese che hanno avviato una attenta analisi del mercato potenziale e della fattibilità. Fondazione Cariverona affiancherà questo processo di ibridazione tra azienda profit e ETS che rappresenta una innovazione e il futuro di entrambe i settori.
Il progetto intende rispondere ai seguenti bisogni comunitari:
1. prevenire e mitigare i rischi ambientali
2. promuovere nel settore agricolo azioni finalizzate alla riduzione dell’impatto ambientale e alla sostenibilità.
3. promuovere l’inclusione sociale di soggetti svantaggiati
4. sostenere i giovani agricoltori del comparto bio
Al.Pe.S Ambiente metterà a disposizione della Comunità bellunese, degli agricoltori, dei vivaisti, delle persone che hanno un orto, dei cittadini, il compost derivato dalla raccolta del rifiuto umido dei cittadini che contribuirà a ridurre sistematicamente l’uso di fertilizzanti chimici. Saranno agevolati in particolare i giovani agricoltori bellunesi del comparto bio. Il progetto formerà risorse umane tra le persone svantaggiate a rischio emarginazione. I risultati auspicati sono: aumento della sensibilità dei cittadini rispetto alla raccolta differenziata attraverso una intensa attività di comunicazione, aumento della qualità del rifiuto umido conferito dai cittadini, aumento della produzione di compost bio da parte dell’impianto di La Dolomiti Ambiente, distribuzione del compost bio ai cittadini, agli eco-centri e alle imprese agricole, aumento dell’utilizzo professionale di compost bio in provincia di Belluno, auto-certificazione di qualità del compost bio prodotto da La Dolomiti Ambiente. Il partenariato intende monitorare l’impatto attraverso rilevazioni prima dell’avvio del progetto e a conclusione del progetto.
L’incontro con Coldiretti Belluno
Venerdì 13 settembre 2024 i partner del progetto AL.Pe.S. Ambiente hanno incontrato il Vice-direttore di Coldiretti Belluno, Michele Nenz, nella sede bellunese di Coldiretti

L’occasione è stata propizia per presentare le azioni del progetto AL.Pe.S. Ambiente e confermare l’importanza di avere come interlocutore Coldiretti che rappresenta molte aziende agricole, orticole e vivaisti della provincia di Belluno.
I partner del progetto Al.Pe.S Ambiente hanno invitato Coldiretti a partecipare agli incontri di co-progettazione e a organizzare insieme degli open day per le imprese agricole.
Si è parlato di economia circolare, di coinvolgimento dei cittadini nella produzione di un compost di qualità dalla trasformazione del rifiuto umido, della sua distribuzione che dovrà creare opportunità di lavoro per alcune persone a rischio marginalità sociale.
Si è parlato anche della collaborazione con l’Istituto Agrario A. Della Lucia di Feltre per il coinvolgimento dei giovani allievi nel progetto. Infatti sono stati avviati i contatti per incaricare gli allievi dell’Istituto Agrario di Feltre dell’analisi del compost prodotto dall’impianto di La Dolomiti Ambiente.

L’analisi sarà oggetto di una scheda tecnica che fornirà all’agricoltore le informazioni circa l’utilizzo del compost nella coltivazione dei vari prodotti agricoli: mais piuttosto che vite o melanzana, pomodoro, piante officinali ecc. Ogni prodotto richiede di miscelare in diverse proporzioni l’ammendante con il terreno e la scheda tecnica del compost fornirà all’agronomo o all’agricoltore queste informazioni.
Per quanto riguarda le modalità di distribuzione Coldiretti ritiene che sia più interessante il mercato delle piccole imprese agricole (vivaisti e produttori di ortaggi) rispetto alle grandi aziende agricole e il mercato dei privati cittadini anche tramite i punti di Campagna amica, dopo opportuna campagna di comunicazione.

Per quanto riguarda la distribuzione del compost alle grandi aziende agricole, Coldiretti ricorda che va considerata la stagionalità dell’uso degli ammendanti in coincidenza con l’aratura del terreno, mentre i piccoli imprenditori agricoli e i privati possono usare l’ammendante durante tutto l’anno.
Fonte: Il Gazzettino 19 settembre 2024

Compost di qualità con il progetto AL.PE.S. AMBIENTE

Il compost è meglio (e più furbo) dei fertilizzanti chimici
Cittadini con orto, vivaisti appassionati, agricoltori di montagna: ascoltate. I fertilizzanti chimici sembrano facili da usare e fanno crescere velocemente le piante, ma il conto arriva dopo, e non è leggero. Il compost, invece, è un investimento a lungo termine. Ecco perché.
Il suolo ringrazia
Il compost come quello prodotto dall’impianto di La Dolomiti Ambiente nasce da scarti di cucina, foglie, ramaglie, tutto materiale che si decompone e diventa humus, cioè cibo per la terra. Risultato? Un suolo ricco, vivo, capace di trattenere acqua e nutrienti. I fertilizzanti chimici, invece, danno una botta iniziale, ma nel tempo rovinano la struttura del suolo, che diventa dipendente da altre dosi chimiche. Un po’ come il fast food: soddisfa subito, ma alla lunga stanca.
Ambiente: questione di rispetto
Gli agricoltori di montagna lo sanno bene: la natura è fragile. Troppi prodotti chimici rovinano falde acquifere, insetti impollinatori, biodiversità. Il compost, invece, aiuta la terra a rimanere in equilibrio. Inoltre, permette di riciclare gli scarti, riducendo sprechi e discariche. Più circolare di così?
Mangiare sano inizia dal terreno
Se un ortaggio cresce in un suolo sano, sarà sano. Se cresce in un terreno trattato con fertilizzanti chimici, può assorbire residui non proprio consigliabili. Usare compost significa raccogliere frutta e verdura più sicure, più gustose e più ricche di nutrienti. Semplice, no?
Anche il portafoglio sorride
Puoi ritirare gratuitamente il compost prodotto da La Dolomiti Ambiente grazie al progetto Al.Pe.S Ambiente – con il contributo della Fondazione Cariverona . Necessaria la prenotazione. https://www.dolomitiambiente.com/ scarica la richiesta di compost di qualità
Meno acquisti di fertilizzanti, meno trattamenti per correggere i danni del suolo.
Scegliere il compost di La Dolomiti Ambiente è una scelta logica: migliora il suolo, aiuta l’ambiente, protegge la salute e conviene anche economicamente. Agricoltori e cittadini, pensateci e la terra vi ringrazierà.
Per informazioni sul progetto Al.Pe.S Ambiente: info@fondazioneprogettouomo.it
tel. 0437/950909

L’esperienza degli agricoltori con il compost di
La Dolomiti Ambiente:
benefici reali per il suolo e le coltivazioni
Da diversi anni il compost prodotto da La Dolomiti Ambiente viene utilizzato da numerosi agricoltori e hobbisti della provincia per migliorare la qualità del terreno e la resa delle colture. Le testimonianze raccolte mostrano come questo ammendante abbia effetti concreti e positivi, anche su suoli particolarmente difficili. Di seguito riportiamo alcune esperienze dirette.
Luca: 15 anni di utilizzo continuo
Luca utilizza il compost da oltre 15 anni nei suoi terreni a San Gregorio, una zona caratterizzata da suolo pesante e compatto. Grazie all’uso costante del compost, ha notato un netto miglioramento nella struttura del suolo: “Il terreno è diventato più leggero, più ricco e più facile da lavorare”.
Il compost viene prelevato in autunno e lasciato maturare sotto un telo per tutto l’inverno. In primavera è pronto per essere sparso nell’orto e incorporato nel terreno con il rastrello. Oltre all’uso classico, Luca prepara anche un concime liquido, lasciando in infusione il compost in acqua per una settimana, da usare per l’irrigazione, soprattutto nei piccoli orti.
Lo utilizza principalmente per coltivazioni orticole, legumi e patate.
Attilio: compost ottimo per patate e granturco
Attilio utilizza il compost da 5 anni. Lo preferisce asciutto, anche se riconosce che quello bagnato è più efficace. Lo applica principalmente in primavera, spargendolo manualmente sul terreno prima della fresatura.
Particolarmente soddisfatto dei risultati ottenuti con le patate, nel 2024 ha registrato la miglior produzione tra i coltivatori della sua zona. Buoni risultati anche con granturco e radicchio, per il quale consiglia un mix tra compost e terra fresata.
Attilio sottolinea che il compost è molto ricco di azoto, ma avverte che bisogna integrarlo con altri minerali (come potassio o calcio) per evitare un indebolimento delle piante nella fase avanzata di crescita. Inoltre, nei primi tempi il terreno trattato con compost ha bisogno di molta acqua.
Ne preleva circa 15 quintali alla volta, lo conserva sotto un telo e lo applica 2-3 volte all’anno.
Simone: risultati eccezionali su prato e mais
Anche Simone utilizza il compost di La Dolomiti Ambiente da molti anni, notando miglioramenti evidenti: “Rispetto al letame, non lascia residui come paglia ed è molto più gradevole da gestire”.
Lo applica soprattutto sul prato e sui campi di mais. Il prato risulta più verde e rigoglioso, mentre sul lungo periodo ha osservato un netto aumento della resa. Tuttavia, sottolinea l’importanza di integrare continuamente il terreno con nutrienti.
Curioso il suo aneddoto. Simone ha dei terrazzamenti con al centro un laghetto con pesci rossi. Dopo una pioggia intensa, l’acqua del suo laghetto di pesci rossi è diventata marrone (simile al caffè) a causa del compost sparso, ma non è morto alcun pesce. Per lui è la conferma che si tratta di un prodotto naturale e non inquinante, addirittura più sicuro del letame.
Purtroppo, il trasporto e la disponibilità del compost non sempre coincidono con le sue necessità: “Lo prenderei più spesso, ma i costi di trasporto sono troppo alti e a volte devo aspettare mesi prima di poterlo prelevare”.
Samuel: il compost migliora la lavorabilità del suolo
Samuel, agricoltore a Sospirolo, utilizza il compost di La Dolomiti Ambiente da 2-3 anni. Nella sua zona il terreno è molto pesante, ma grazie al compost è diventato più leggero e lavorabile.
Ne preleva diversi quintali in autunno, lo stocca e lo utilizza secondo necessità. A volte lo miscela con letame di vacca, molto acido, per ottenere un compost con pH più equilibrato.
Si organizza con mezzo proprio per il trasporto e trova LDA molto disponibili nel ritiro. È intenzionato a continuare ad utilizzarlo anche in futuro.
Enrico: più resa e meno concimi chimici
Enrico è un utilizzatore affezionato del compost di La Dolomiti Ambiente da oltre 5 anni. Ha osservato che il suolo è diventato più morbido e meno soggetto a compattamento. Il compost, inoltre, ha un effetto a lento rilascio, ideale per le colture orticole.
Lo preleva in autunno e in primavera e lo applica manualmente nell’orto (18 mq). In futuro vorrebbe utilizzarlo in un campo di patate a Selva di Cadore (3 ettari), ma deve ancora risolvere la logistica del trasporto.
Oltre a un miglioramento della resa, apprezza il fatto di non dover ricorrere a concimi chimici: “Il compost è un concime più gentile, che nutre senza forzare”.
Le testimonianze raccolte confermano che il compost di La Dolomiti Ambiente è un ammendante efficace, capace di migliorare la struttura del suolo, aumentare la resa e ridurre la dipendenza da concimi chimici. Ogni agricoltore lo adatta alle proprie esigenze, ma il filo conduttore è uno solo: il compost funziona, migliora il terreno e sostiene un’agricoltura più sostenibile.
Tuttavia, emerge anche l’esigenza di rendere più semplice il trasporto e garantire una maggiore disponibilità del prodotto nei momenti chiave dell’anno agricolo.
Se vuoi approfondire o iniziare a utilizzare il compost di La Dolomiti Ambiente, contattaci: saremo felici di aiutarti a trovare la soluzione più adatta alle tue coltivazioni.
Per informazioni sul progetto Al.Pe.S Ambiente: info@fondazioneprogettouomo.it tel. 0437/950909

L’opinione di LUCA CONTE AGROECOLOGO

Colloquio telefonico con Luca Conte – Belluno 26 settembre 2025
Luca Conte ci ha fatto i complimenti per il progetto e per come lo abbiamo presentato nel video.
“Il nocciolo della questione è la plastica che c’è nel compost perché l’impatto visivo fa piangere il cuore quando la si vede nel terreno”. L. Conte conosce bene gli impianti di SESA e La Contarina e sa benissimo che gli impianti di trasformazione sono efficienti e sono lo strumento migliore per la trasformazione del rifiuto umido. Il problema è quindi a monte: i cittadini devono conferire meglio il rifiuto umido nei sacchetti compostabili, devono rendersi conto che il compost maturo è una ricchezza per l’ambiente, ma anche per la comunità. Il compost maturo è il non plus ultra dei fertilizzanti, è quanto più di simile a ciò che la natura processa nel bosco. La trasformazione nell’impianto è simile alla trasformazione che fa madre natura nel bosco. Se concimiamo con il compost da rifiuto umido favoriamo una produzione di humus superiore a quella che produrrebbe la terra da sola.
La Conferenza del clima di Parigi, la COP21, svoltasi nel 2015 in merito alla gestione del suolo riconosce che la gestione sostenibile dei suoli e la protezione degli ecosistemi sono componenti importanti nella mitigazione dei cambiamenti climatici e ha sottolineato 3 aspetti:
- Assorbimento del carbonio: I suoli sani, attraverso la materia organica e quindi l’humus, sono fondamentali per assorbire e immagazzinare il carbonio, aiutando a contrastare l’aumento dei gas serra nell’atmosfera.
- Adattamento e resilienza: La salute del suolo, influenzata dalla presenza di humus, contribuisce alla capacità degli ecosistemi di adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici, come la siccità e le inondazioni.
- I suoli trattengono il carbonio attraverso il sequestro del carbonio, un processo in cui le piante assorbono CO2 dall’atmosfera tramite la fotosintesi e la convertono in materia organica, parte della quale viene poi trasferita nel suolo. Organismi come batteri e funghi decompongono la materia vegetale e animale morta, immagazzinando il carbonio nel suolo come humus e, in forme più stabili, anche a lungo termine. La gestione sostenibile dei terreni agricoli, il mantenimento di una copertura vegetale e la protezione dall’erosione contribuiscono ad aumentare e stabilizzare il carbonio nel suolo, riducendo la CO2 atmosferica e mitigando il cambiamento climatico. “
“Il problema è a monte: come facciamo a creare un’emozione nei cittadini e negli agricoltori. La terra sostiene la nostra vita, la nostra esistenza sul pianeta.
Molti agricoltori conoscono tutto sui trattori, ma poco sul suolo: non conoscono i meccanismi per cui un terreno si compatta, si erode e perde di fertilità, non sanno che cos’è l’humus e quali sono le sue proprietà, ignorano – e quindi non tutelano – la presenza di vita nel suolo, fondamentale per la genesi dell’humus, la liberazione dei principi nutritivi dai fertilizzanti, la protezione delle radici dai parassiti terricoli, la rigenerazione del suolo dal compattamento.
Il compost maturo non puzza, non riconosce più la materia prima da cui ha origine, è ricco di principi nutritivi, di azoto, fosforo e potassio. L’humus deriva dalla decomposizione della materia vegetale e animale da parte di microrganismi, funghi e batteri. Nutre il suolo e gli organismi terricoli perché migliora la sua struttura fisica, trattenendo acqua e aria, e funziona come una riserva di nutrienti essenziali (come l’azoto) e microrganismi utili, rilasciandoli lentamente alle piante.”
La domanda da fare agli agricoltori è: NON VUOI AVERE TUTTO QUESTO GRATIS?
“Bisogna fare promozione presso hobbisti e professionisti.”
Luca Conte è consulente della Cooperativa DUMIA che sta usando il compost di LDA e se mettiamo da parte la plastica, i risultati sono straordinari per qualità, vitalità del suolo, ricchezza, resa, minore bisogno di energia per la lavorazione

COMPOST PER TE!
Il compost è un ammendante ricco di sostanza organica e di elementi nutritivi, privo di microrganismi patogeni semi di malerbe e sostanze inquinanti, perfettamente compatibile con l’ambiente e le piante, ottimo per la concimazione del terreno nel giardinaggio, in
floricoltura, nella coltivazione degli ortaggi, dei frutteti e della vite.
Scopri come usare il compost, scarica il depliant!
